venerdì 27 gennaio 2017

Shinkai non voleva, ma noi l'abbiamo (giustamente) visto comunque

Sono un po' in ritardo, sì, ma questi giorni sono veramente pieni. E in questa pienezza è entrato a far parte anche Your Name. E non intendo alludere al fatto che mi ha fatto passare un pomeriggio (un pomeriggio bellissimo, tra l'altro), ma al fatto che è ancora dentro di me, dopo giorni. Mi è rimasto impresso, ogni sua sfaccettatura, e il suo messaggio mi permea la testa continuamente, dicendomi di non escludere niente dalla mia vista perché forse ciò che cerco (o che potrei cercare in futuro) è da qualche parte vicino a me.
Ne avevano parlato così tanto, ma così tanto, che ormai avevo capito che non poteva che essere un bel film. E per quanto uno cerchi di non farsi influenzare, nel bene o nel male arrivi al cinema con certe idee, seguite da una piccola parte di te che dice che beh, non sarà poi sta gran cosa. Ma no, non è stato così, affatto. 

Se ne parla con gli amici di scuola. Dai, andiamo al cinema, ci vediamo una cosa bella. T'arriva il coro di Assassin Creeeeed e quando nomini la parola "animazione" tre quarti delle persone sono sparite. Poi parli dell'evento speciale e dei soli tre giorni per vederlo, del fatto che il biglietto probabilmente costerà un po' di più del normale (normale già troppo alto, secondo me), del fatto che dicono che sia molto emozionante e, visto che nel mondo ci sono solo uomini duri che lavorano sodo e si divertono sodo che non si emozioneranno mai per un film, si rimane in tre. Con quei due compagni di avventura che tanto non t'abbandonano mai. Soprattutto quando tiri fuori gli sconti. 
Si creano i gruppi whatsapp organizzazione over 9000, si visita il sito del cinema per ore e ore cercando di combinare tutto in modo di farcela per quell'unico orario serale disponibile, si cerca di mettere insieme millemila sconti per andare lì gratis e sentirsi i re del mondo. E alla fine sembra tutto pronto.
Quando la cassiera magicamente mi dice diciannove euro e cinquanta, io me ne esco fuori con ma totali?. Sì, ancora non mi sono spiegato come, ma erano totali. Grazie, VVVVID, che io 14,00 euro, senza sapere che capolavoro era, non li spendevo. 


Ci eravamo immaginati 4 gatti, invece ne eravamo quattordici. C'è un Dario Moccia junior davanti a me e una bambina giapponese qualche posto più in là che non ha mostrato alcuna emozione per tutto il film tranne ogni volta che compariva un personaggio tipicamente giapponese nel film. Lì rideva e saltava di gioia. Spero vivamente che non lo faceva pensando "ah ah, guarda quello che occhi che c'ha"....

Sì, divago in questo modo perché non riesco a trovare abbastanza parole per descrivere il film seriamente. Ma è troppo difficile, perché mi ha lasciato qualcosa di veramente troppo grande. Mi ha fatto perdere, completamente. Sarà che nel cinema non hanno fatto la pausa a metà, chissà per quale oscuro motivo, ma non avevo più la percezione del tempo. E per un tantissime volte ho pensato "no, non può finire così!" in modo disperato, senza sapere che poteva mancare anche mezz'ora. La storia ti prende e, dopo averti fatto ridere un po', ti trascina in un tunnel disperato facendoti perdere come i due protagonisti. Ho amato come viene raccontata la parte iniziale e come viene portata avanti piano piano il concetto degli scambi, fin quando non arriva nella seconda metà e questo concetto esplode in un turbine di emozioni. Sono state varie le parti che mi hanno colpito molto, a partire dal viaggio del protagonista. Ma soprattutto una scena in particolare, legata ad una penna che beh...Mi ha distrutto.
La seconda parte mi ha lasciato completamente in ansia e mi ha portato quasi a piangere molte volte;la musica seguiva il film in modo perfetto e in ogni crescendo ti lasciava in modo violentissimo  in ogni nota triste della sceneggiatura. Non vado a spiegare il trip di tutto ciò che succede, non vado ad analizzarlo, no, perché non trovo abbastanza parole. Il film, in questa seconda parte, perde un po' la fantastica armonia e l'equilibrio che aveva prima, ma non lo noti fin quando non finisce, perché per tutto il tempo tu eri lì, a fianco dei personaggi.


Le animazioni e i disegni sono davvero ben curati, soprattutto nei paesaggi e nei particolari delle case o delle città. La colonna sonora emoziona anche da sola. 


Una piccola nota sul finale (un po' spoiler per chi non l'ha visto): ho trovato pareri negativi su di esso. Troppo scontato, troppo classico, troppo semplice. E invece no, perché la storia non poteva finire altrimenti. Ne sono sicuro. Come altro si poteva concludere il viaggio dei due? Come poteva il filo rosso del destino dimostrarsi davvero come tale? Il finale è perfetto, è quello che il fan vuole, ma ciò che il fan vuole per davvero, dopo aver piano e dopo essendosi emozionato con (e per) i due protagonisti. Shinkai non poteva tradirci con un finale diverso. Il finale e tutta la parte finale hanno anche il pregio di non scadere in un errore fin troppo tipico: non ci viene fatto nessuno spiegone o nessuna risoluzione scientifica. Davvero, ho letto e visto (*coof coof* molte storie di Dylan Dog *coof coof* Occultic;Nine) fin troppe cose che si concludevano in quel modo facendo perdere il senso a tutto. E Shinkai da questo lato fa un ottimo lavoro. 

Il messaggio, la parte più importante della storia, come ho già detto mi è rimasta dentro. E mi rimarrà per tantissimo, ne sono sicuro. Il film è piaciuto quasi a tutti proprio perché a tutti, a tutte le persone di qualsiasi età, manca o si sentono mancare qualcosa. C'è sempre un pizzico di sindrome dell'eroe dentro, ma chi ti dice che non sia stato lo stesso per i due protagonisti? E una volta visto questo film forse quel qualcosa te lo senti mancare ancora di più, ma con una cognizione diversa. Credo che non sono solo io ora a guardare molti contesti con occhi diversi...


Devo riassumere il tutto per chi non mi ha seguito, dunque? Il film mi è piaciuto tantissimo, e mi ha emozionato ancor più. E' piaciuto anche ai miei due compagni d'avventura (che hey, sono i migliori del mondo perché seguono pure il blog!) e sono stato felice di consigliarlo e di convincere altre persone, quando ancora era in programmazione nei cinema, a vederlo. Lo ritrasmetteranno nei cinema a breve, e se potete, non perdetene l'occasione,
Davvero. E quando vedete una persona, e vi sembra che copri l'incognita che è nel vostro vuoto, chiedete qual è il suo nome, Non importa la risposta. Per voi sarà la cosa più bella del mondo comunque.