sabato 14 gennaio 2017

Vita di Coppia con un Windows Phone- Il dietro le quinte

Dovreste ricordarvelo il mio racconto sul perché un certo tipo di essere umano acquista un Windows Phone con tutta la spiegazione scientifica del loro rapporto, a meno che non abbiate una memoria che a confronto Dory è il giapponese che si ricorda liste di centinaia di numeri a memoria fenomeno da baraccone in TV oppure in caso siate traditori e non l'avete letto. E in quel caso forse è meglio che vi sbrighiate.
Oppure potreste essere dei visitatori capitati qui per caso e...Hey ciao! Salta a piè pari le introduzioni logorroiche, qui c'è tutto quello che ti serve! Questo è il blog che fa per te, si parla di me, dei fumetti, di film, di roba nerd, ci si fa un po' di risate e...Hey, non scappare dai, che ci divertiamo! [...]


Sì, non ditemelo, sto messo peggio di Radiator Springs nel primo film di Cars.
Ecco a voi il backstage ufficiale, il dietro le quinte del racconto più insensato di sempre pubblicato senza uno straccio di presentazione o chissà cosa.
Ve l'avevo detto dal primo post, dalla presentazione, che probabilmente avrei approfittato di questo spazietto personale per pubblicare qualche mia storia, anche se poi non l'ho più fatto. Probabilmente perché semplicemente non ho scritto quasi più, e quel poco che ho scritto non è presentabile. Quella storia però mi venne di getto, leggendo un libro.
Spero che qualcuno di voi l'abbia azzeccato, perché l'influenza si nota tantissimo anche tratta un tema completamente diverso. L'ispirazione è Bar Sport 2000 di Stefano Benni, nel tipo di scrittura, nel modo in cui ho impostato la storia, e in tantissime altre cose. La parte degli amici che raccontavano in modo tanto entusiasta le esperienze con gli smatphone è completamente copiata nella sua struttura da quel romanzo! (ok, io ve lo dico, ma non spargete la voce che sia un ladro di strutture narrative, che devo prima capire cosa significa)

Avviene poi che, durante la lettura, mi viene la solita distrazione dell'aprire il telefono per controllare se fosse mai arrivato qualche messaggio importante, e lì parte la solita domanda sul "perché diamine a me non arrivano le notifiche?" seguita poi da una frase, una ironica frase che mi passa per il cervello e poi cerca di fuggire, ma io la trattengo. E' la parte delle ragazze che inviano i messaggi per i compiti, di P che si guadagna la merenda, quel pezzettino lì, casualmente poi anche la parte centrale del racconto. E da lì penso, perché non scriverci una storia intera?

Originariamente pensata come storiellina utile soltanto a metterci in mezzo la parte che avevo ideato io inizialmente, qualcosa di poche parole, e invece viene tre pagine. Perché più ci pensavo più mi venivano in mente le cose da dire e più aggiungevo e aggiungevo nel testo. Ad un certo punto mi sono detto di far basta e di aggiungere quella frase finale che lo stesso avevo già pensato appena ideato il racconto, oppure davvero non finivo più.
La parte subito dopo l'inizio, quella di Napoli, è una cosa realmente accaduta mentre pensavo alla storia ed ero in Campania dai nonni durante le vacanze di Natale. Del tipo che sto con mio padre a guardare la vetrina di un negozio di telefoni e arriva una persona a fianco a noi che comincia a chiedere "ma è meglio uno samsùng o un kiway?". E trattenere le risate è difficile.

Altra curiosità, poi. I due gruppi Whatsapp che cito, Manicomio e Parliamo di ragazze esistono e io ci sono finito dentro non so come per davvero. Nel senso che poi una delle cose più belle dei commenti che ho ricevuto in privato per la storia (che sono tipo 4/5, ma tutti positivi e che mi hanno reso felicissimo) era "Ma davvero hai inserito il nome del nostro gruppo Whatsapp nella storia? AHAHAHAH". Piccole cose che rendono felice, sì. Perché scrivere è sempre bello, e sapere poi che hai scritto qualcosa, che sia anche una storia scema, che piace a qualcuno, siano pure 3 persone, è stupendo. Inoltre, ho deciso di pubblicarli anche su EFP e su Wattpad.
Qualcos'altro? Beh, non molto, alla fin fine. Ringrazio un fan in particolare che mi ha aiutato con dei problemi in pubblicazione (testo di due colori e formattazione sbagliata) perché io ci capisco ben poco (e soprattutto poi perché ho scritto il racconto da tre piattaforme e programmi di scrittura diversi).

Ah, poi ho deciso di chiamare la rubrica in cui inserirò questi racconti Deliri sotto forma di racconti e di post con l'unico problema che quale forma abbiano i post non lo sa nessuno, così, giusto per il gusto di far impazzire l'opzione per inserire le etichette.
E niente, il fantasmagorico backstage può finire qui,  non essendo in fondo altro che un modo per fare post parlando sempre della stessa cosa.