sabato 18 febbraio 2017

Cos'è il progetto Darkenblot?

Macchia nera
E' stato da poco annunciata definitivamente, su Topolino,la nuova storia della saga Darkenblot by Casty/Pastrovicchio. E l'hype è a livelli massimi. Ma cos'è questo progetto e perché è degno di nota? E soprattutto perché ne parlo su questo blog con la sicurezza che piacerà anche a voi mangaloidi e giappominchia?
Darkenblot è prima di tutto un bel progettino nato grazie a Pastrovicchio, quello che renderebbe coi suoi disegni palestrato perfino Giacomino (love) che voleva fare qualcosa per rendere il personaggio di Macchia Nera altamente più figo, a partire dal suo character design. Mettendoci in mezzo anche la sua passione per i robottoni molto giapponesi. Cioé, sa di cosa epica solo a spiegarlo.  Idee che poi finiscono nelle mani di Casty, quello del ritorno della Spia Poeta e di un sacco di storie bellissime uscite in questi anni, e ci si va a creare intorno una bella saga, con tante nuove idee, personaggi e ambienti. Quello che ne viene fuori, in queste due storie (divise a episodi) uscite, è un gran bell'esperimento, che concentra però la sua reale bellezza in una sola delle due storie... [ma il motivo di ciò lo capirete solo a fine discorso, perché sono un po' bastardo].    
Così, nel 2012, esce la prima storia di questa saga, Darkenblot-Il futuro è già qui, che parte col botto.
Che dai, vedere Macchia che fugge da Alcatraz costruendosi al momento un robot gigante e epico farebbe bagnare tutti. Spoilerino solo per attirare l'attenzione, poi vedo di non farli più [mi paro il parabile, in sintesi]. Poi a Casty tocca un altro brutto lavorone, spostare il topastro in una nuova ambientazione, Avangard City, città futuristica piena di futuro e di robot poliziotti che seguono le tre leggi della robotica e quindi il massimo che possono fare è insultare le mamme dei ladruncoli. E, dopo, è il momento dei nuovi personaggi, dal sindaco Persis, al detective Zark e ai simpaticissimi poliziotti in pensione, fino a Roxette (personaggio che se non fosse per il bellissimo tocco di Pastrovicchio sarebbe uscita fuori simile a fin troppi personaggi dell'universo creato da Casty). A quel punto può iniziare questo giallo fantascientifico, tutto di corsa.

  

Macchia nera



L'epicità
Alcuni robot non stanno infatti seguendo le reggi della robotica derubando persone. E, tra esplosioni e inseguimenti, sembra che dietro tutto questo ci sia Macchia Nera e uno strano progetto chiamato appunto Darkenblot. Il tutto mentre sta arrivando il giorno del cambio del nome della città. A proposito di Macchia Nera, lo vediamo qui volteggiare da un palazzone all'altro in uno stile magnifico. Questa storia merita anche solo per lui.



Macchia nera





Macchia nera

Il problema è che poi, col passare delle tavole, si rivela tutto un normale giallo nemmeno troppo eccezionale, deludendo tantissime persone. Chiariamoci, raccontato bene ma...Tre episodi sono troppi pochi, e tantissimi personaggi vengono sacrificati per questo, diventando semplicemente probabili colpevoli per il lettore e un metodo per depistare le tracce per Casty. Alla fine il tutto va a concludersi con una boss battle, il combattimento epico che sì, prometteva benissimo (perché di combattimenti epici ne abbiamo avuti tanti, con Casty). Però alla fine ci ritroviamo anche qui con una sfida veloce, con un Topolino con l'armatura e che vola e con una vittoria alquanto meh.
Mezzi delusi, quindi. Non che la storia sia brutta, anzi. I disegni son bellissimi, lo stile di Casty c'è, ma si sente fin troppa compressione, e tutto lo scenario è troppo di sfondo, così come anche tutti i personaggi. Però, c'è da dire che Il Darkenblot è davvero figo e fa davvero tanta scena...





Macchia nera

Macchia nera
Ma non sono le due scene più epiche di sempre?
Ma Casty non poteva arrendersi, ed ecco che nel 2013 ci ritroviamo con una seconda storia della serie. Darkenblot 2.0: Regeneration, questa volta divisa in 4 episodi. E anche qui si parte col botto, ma la cosa fantastica è che è un botto che non finisce mai.
La genialità sta già nell'inizio: Topolino e Minni, dopo un anno dalle vecchie vicende, vanno a vedere un film al cinema che narra delle avventure di Topolino ad Avangard City....un po' romanzate! E così si fa ridere e intanto si fa anche il riassuntone per quelli con la memoria corta. E il Pastro può anche sbizzarrirsi come più vuole, con quella figata di esplosione con la topoenergia e lo sbaciucchiamento finale che mi ha fatto ridere per 10 minuti. E la cosa diventa anche poi l'incipit per far iniziare la storia.

Storia che, con i 4 episodi a disposizione e una trama meglio articolata di Casty, è davvero fantastica. Una Robopolis (nuovo nome di Avangard City) non più oggetto di sfondo utile solo a non avere più quel cane di Bassettoni ad aiutare il topastro, ma un luogo ben preciso che diventa molto importante, a partire dall'avvenimento delle elezioni.
E i personaggi, che qui non devono essere più utili solo a depistare le tracce e a mettere un po' di confusione nel lettore per fargli credere di star leggendo una grande storia: il sindaco Persis, che sul finale diventa simpaticissimo, i poliziotti in pensione, qui davvero eroici e davvero amici di Mickey, la Tenente Neve, e ancora la giornalista, Pattilius, e molti altri.

La storia diventa così articolata e Macchia Nera è ancora più figo senza aver bisogno di nessuna frase epica. C'è più o meno lo stesso tipo di piano della scorsa volta, ma qui viene ampliato e ottimizzato. Un nuovo Darkenblot, più complesso e epico di prima. C'è un po' di satira che strappa qualche risata, c'è l'azione inserita davvero bene in certi momenti per non appesantire la storia, e c'è un problema da risolvere ben più grosso rispetto a prima. Problema che diviene sempre più grande e alla fine scaturisce in vero e proprio thriller fantascientifico.
Macchia nera



E poi c'è Pastrovicchio, che anche qui fa un ottimo lavoro. caratterizzando molto bene certi personaggi nel character design, e che mostra scene d'azione spettacolari che si mischiano ad altre di un impatto che epico è dir poco. Alla fine il nuovo stile di Macchia è reso benissimo ed è visivamente uno spettacolo.




E un finale che si apre verso nuovi orizzonti che premettono molto. Davvero non so più cosa aspettarmi dalla storia che inizierà settimana prossima. Per ora, è un gran bel progetto, perché seppur la qualità si distanzia molto nelle due storie, il concetto di fondo funziona benissimo e il personaggio di Macchia si svecchia benissimo in una epicità assurda. Che poi...Si svecchia da che, quando è sempre stato un ottimo personaggio? Al massimo si sveglia da quel brutto limbo in cui veniva portato da molti sceneggiatori!


La recensione finisce qui. Spero che vi abbia convinto a leggerle, queste storie, perché merita. Anche se non siete fan del topo e non leggete da anni roba Disney e siete fissati solo coi manga, anzi, forse così vi piacerà ancora di più. E se non avete voglia di recuperarvi tutti i numeri, ci sono pur sempre i due volumi della Definitive Collection che ristampano le due storie in modo completo, da sole e con bozzetti, interviste, e schizzi. Ah, in casi estremi però i 3,90 non ve li rimborso.