giovedì 24 novembre 2016

Dopo il lungo silenzio di Tiziano Sclavi


Un silenzio a volte è più significativo di mille parole, dicevano.
Ma a volte, per una parola, per una singola parola, si farebbe di tutto.
Cosa avrebbero fatto tutti i fan di Dylan Dog che erano costretti a dirsi, durante la lettura di una qualsiasi recente storia, questo non è Dylan.
Il silenzio fa male. E' l'unica cosa che ti può dire che è finita, è davvero finita. 
C'è chi ha cominciato a bere, c'è chi si è rovinato, per l'addio di una donna.
E c'è chi ha cominciato a bere, a rovinarsi, per l'arrivo di una donna.
Due binari diversi che si uniscono in Dopo un Lungo Silenzio, ma non sono solo due. 

Sclavi ritorna, scrive una storia. E' una parola dopo tanto silenzio. E a quel punto non importerebbe neanche che parola sia, bella o brutta che possa essere. A volte è indecifrabile. A volte è triste. Tremendamente triste. 

Dopo un Lungo silenzio è una di quelle parole. Si sente che si parla di lui, di Tiziano, si sente che è una storia profondamente triste. Si sente. 
Ma non è triste come potevano esserlo albi come Il Mondo Perfetto o i tanti di quegli anni fino a qualcosa come Mater Dolorosa, no. E' una tristezza che sembra volerci dire, nel silenzio, quanto sia profondamente reale. 
E come altre storie di Sclavi, è fatta di stupende sequenze, stupende scene. La scena con Owen in chiesa è fortissima, tremendamente forte. Quella con le foto non è da meno. Tutte quelle in cui compare Groucho, qui più umano che mai, colpiscono nel profondo.

Sclavi è capace di mettere in dubbio tutto quello c'è stato per anni. E' capace di dirti che tutto quello che è successo in Dylan coi fantasmi non è altro che finzione, non sono altro che stupide eccezioni. I fantasmi non esistono. Non possono esistere. E nemmeno lei, Edith, la moglie di Owen morta davanti a lui per un aneurisma celebrale, rimasta lì come un fantasma per non lasciare questo mondo, può esserlo. E il suo silenzio, così doloroso, non è che l'ennesima prova. 

La storia dell'alcolismo di Dylan viene spiegata facilmente, senza colpi di scena o esagerazioni varie. "E' l'ultima volta, sì. La parentesi è finita."  Sono solo parole per riempire un silenzio che potrebbe essere frainteso. Ma riusciremo davvero a mantenerle, quelle parole? Pur non credendo in alcun dio, Dylan dovrà fidarsi di qualcuno, dovrà vincere. 

Dopo un Lungo Silenzio è una storia di domande, più di risposte.
Ed è proprio la leggerezza iniziale, il caso, l'errore impossibile che dopo anni non poteva e non doveva accadere, a renderla una storia di cui è difficile parlare, nella sua bellezza.
E in barba a quelli che si aspettavano di più, che non gli va bene questo e quello, che cercano una continuity, che litigano sui forum, beh, è una storia stupenda. Stupenda nel suo stupendo, anche se tristissimo, contesto.