giovedì 3 agosto 2017

Film casuali over 37°C

Tra consigli trovati su internet e pigiate su titoli a caso non dando caso nemmeno alla locandina per passare un po' il tempo, continuo, sulla scia delle letture over 37°C, qualche recensione veloce veloce. In cui il 37°C non è l'esattezza ma la metafora di un demone che fa sì che non si riesca a far nulla e che le macchie di sudore sullo schienale del divano abbiano sempre più un'aura spaventosa da film horror dove il più piccolo e insignificante particolare fa capire a gruppi di amici scemi interi che in casa c'è un mostro nella lavatric...Rende l'idea degli effetti del caldo? In caso contrario, ho sempre gli audio delle ventole impazzite che più che atmosfera da film horror virano più sull'apocalittico, con il crescendo musicale che...Battuta riciclata da qualche giorno fa? Mi sa di sì.

The Imitation Game è un film bellissimo che è riuscito a farmi letteralmente innamorare della storia di Engima e di Alan Turing. Dura ben due ore, eppure c'era ancora tantissimo di cui poter parlare e altro da poter ampliare, ma resta un film fatto davvero bene, che riesce ad appassionare e con Benedicht Cumbercath adattissimo per quel tipo di personaggio, come già più volte si è visto. Gli elementi da poter ancora trasporre erano davvero tanti, e quello che c'è alla fine, oltre ad un senso di tristezza per le scene finali, è anche un "ne voglio ancora". Un film dove persino quando si esulta c'è qualcosa che il mondo ci riserva per cui c'è molto da disperarsi. E' un film che scorre benissimo, con un paio di scene davvero stupende (la proposta di matrimonio, per esempio) e che ci pone davanti quello che può essere il senso di colpa per essere più potenti di una divinità, nello scegliere chi vive e chi muore per semplici calcoli statistici. La parte finale, che contrappone la spensieratezza delle immagini alle didascalie sulla morte di Turing è davvero straziante. I voti ai film non li so mettere, ma mi è piaciuto davvero tanto.

Ares è il classico polpettone fantascientifico che però ha il ripieno di formaggio fuso (il pugilato), che lo rende più commestibile. La sperimentazione umana diventa legale e le ditte farmaceutiche prendono il controllo della Francia, ormai in rovina. Sono proprio le ditte farmaceutiche a pubblicizzare i loro prodotti dopanti sponsorizzando l'Arena, in cui combattenti, dopo aver assunto come cavie queste droghe si devono massacrare a volte uccidendo anche l'avversario. L'atmosfera dark fantascientifica di questo futuro, seppur non viene mai messa a fuoco in modo completo, non è neanche così lontana, del tipo che a indicizzarlo come "dopodomani" si esagera pure un po'. La storia di Ares, questo ex-campione pronto a riscattarsi, non è molto originale (quante volte l'abbiamo già vista?), ma il film scorre molto bene. Si poteva ancora di più andare a scavare in questo soggetto molto interessante, dopotutto, ma il film dimostra come, senza un budget molto altro o grandi effetti speciali, si possa fare un bel film con vari interessanti colpi di scena. Non un capolavoro ma dunque un bel film, un polpettone fantascientifico che scende giù e dove il ripieno di pugilato fuso si sente più della carne. (Non male neppure il paragone.) 

Risultati immaginiHo deciso anche di cominciarmi a vedere in ordine tutti i film del Marvel Cinematic Univers, questo grande telefilm che costa 7,50 a puntata. Dai, che magari dopo capisco anche io tutte le citazioni e posso farci il figo. Comunque, secondo l'ordine di Fumettologica, il primo da guardare è Captain America-Il primo vendicatore. Fatto. Poi magari quando ho visto tutti i film ci facciamo un post bello grande, per ora qualche considerazione spicciola. Il film narra la storia di Steve Rogers, ragazzo debole e gracile che voleva fare l'eroe durante la guerra, scelto per poter sperimentare il siero del supersoldato, che incrementa tutte le capacità fisiche e mentali di un essere umano. Sottolineando più volte che hanno scelto lui perché uno già forte avrebbe perso il rispetto per il potere, una volta potenziato. Lui no, ovviamente. Ma questa non era la storia di Normal Man? Comunque, come costumi, scenografie e effetti speciali tutto perfetto, ma non mi ha appassionato troppo. E' molto azzeccata la parte in cui Capitan America è costretto ad essere una mascotte, partecipando a spettacoli ed esibizioni vari, ma tutta la seconda parte è nella media, senza che ci trovassi nulla di troppo interessante. Magari c'è di mezzo anche il fatto che non ho mai amato troppo Capitan America come personaggio (anche se adoro le storie ambientate nella Seconda Guerra Mondiale che intrecciano realtà e fantasia). Considerando però che questo film non è altro che un metodo per poter avere Capitan America tra i personaggi del film Avengers, non mi resta che avere grandi aspettative per quello. Comunque, è una cosa bellissima (e alquanto strana) che mi siano piaciuti tre film visti di seguito. Qualcosa mi dice che ho fatto bene a vedere questo invece che la trasposizione cinematografica di Il paradiso degli Orchi, vero? (anche se ho ancora troppa curiosità di vedere come poter rovinare un libro talmente tanto bello)