domenica 25 settembre 2016

Alla Ricerca di Dory: la recensione di getto e senza guizzi


Alla ricerca di dory recensione

Così, alla fine, ieri sono andato a vedere Alla Ricerca di Dory. Un po' tardi come al solito, ma dovete abituarvi. Sono un blogger di serie C o sbaglio?

Comunque, dicevamo, sono andato lì zitto zitto per non farmi troppo notare, ma poi toh, vedi due tue compagne di classe e toh, stanno andando a vedere pure lo stesso film nella fila davanti alla tua.

Diciamocelo da subito, Alla ricerca di Dory è un bel film, non c'è nulla da dire.
Non eccezionale, non originalissimo, ma un bel film, carino ed estremamente godibile.

Tutto parte con una scena dal primo film, per poi spostarsi direttamente ad un anno dopo. Con un Nemo che, si vede, è davvero mentalmente cresciuto. All'inizio non tutto rende in modo totalmente ottimale, con quella Dory che ripete le ultime parole dette in continuazione rendendosi parecchio noiosa, ma poi questo elemento viene subito tolto e il film fila, eccome.
La trama comincia a partire coi flashback, qui molto presenti, in un viaggio non solo nell'oceano (che alla fine dura davvero poco) ma nella testa e nei problemi di Dory, che qui ci viene presentata in modo un po' più diverso, più problematico e più "strappalacrime". Ma lei non ci può fare nulla: Dory perde continuamente la memoria e ne è consapevole, e per colpa di ciò continuamente le persone non la sopportano.
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Il film, ad un certo punto, prende una piega quasi confusionaria (forse per via delle poche idee e originalità) ma riesce a non annoiare grazie a tanti buoni personaggi. Su tutti Hank, lo scorbutico octopus (o più precisamente, come dice Dory, sectopus perché ha perso un tentacolo) che, dopotutto, ha anche qualcosa di inedito. Lui infatti odia stare con la gente, e per via di ciò vuole vivere in cattività per tutta la vita, lontano da altri pesci e dalla libertà. Molto interessante come personaggio, visto da questo punto di vista molto discostante rispetto agli altri tantissimi personaggi del cinema costantemente in cerca di libertà. Anche gli altri comunque non sono male, dallo squalo all'uccellino (diversamente speciale) disturbante il balenese di Destiny, ma piace ai pimpi e quindi ci passo sopra (?).

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Finale e vissero tutti felici, insieme, e contenti anche quando davvero sembra che non ci fosse più niente da fare per risolvere la situazione.
Vabbeh che poi in fondo nel film ogni due minuti c'è un momento in cui non c'è più niente da fare, ma verso la fine lo spettatore arriva alla constatazione "credo proprio che 'sti genitori 'so schiattati...".
E invece poi, Dory ci da anche una bella lezione di vita.

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Alla ricerca di Dory è, dunque, un bel film. Fatto sì per i soldi ma non un brutto sequel, anzi. Grafica stupenda se la guardiamo da sola, ma che fa perdere qualche bella sensazione che si otteneva con Nemo. Qualche buona gag c'è, qualche riferimento bello al primo film pure (uno in particolare mi ricorda molto lo stile con cui sono stati fatti anche in Kung Fu Panda 3) e per la scena in cui tutta la sala ha cominciato a ridere come non mai c'è pure Amstrong con la sua What a Wonderful World che fa venire subito in mente Madagascar.