Non potevo non parlare di Dylan Dog. No, non potevo.
Perché
Dylan Dog è stato qualcosa di speciale per tutti. Un personaggio su carta, ma
(e soprattutto) non solo questo. Un horror, ma
(e soprattutto) non solo questo. E, come già in tantissimi altri avranno detto, un fumetto seriale, ma non solo.
Dylan Dog è troppe cose per poterlo spiegare, ma è anche allo stesso tempo qualcosa di relativamente piccolo.
"Un horror con un tizio figo che uccide i mostri. Però sì, cioé, i mostri a volte siamo noi. Ceh, non è una roba per bambini eh."
E' difficile da spiegare. E forse neppure
Tiziano Sclavi, quel genio, sapeva farlo. Perché si vede, da quelle poche interviste, da quel che poco che si sa, che non è una persona bravissima a parlare.
Dylan Dog è una di quelle cose da dimostrare. Perché tecnicamente un horror lo sappiamo scrivere tutti.
Ma Dylan Dog no.
Dylan Dog è una di quelle cose che, nella maggior parte delle volte ti rimane. Ricordo il mio primo albo letto, a tipo 8 anni.
La clessidra di pietra. Cosa ci avevo capito? Nulla. Assolutamente nulla.
Ma mi aveva colpito, eccome. E mi era rimasto quel nome così strano, Dylan Dog, nella testa per un po' di tempo. Venne poi quel giorno in cui ero da mia nonna e avevo voglia di leggere qualcosa, ma in edicola non c'era nulla.
Ma, aspetta, c'era un albo di Dylan Dog. E sì, non era neanche il migliore,anzi. Eppure, quell'areo dell'albo
Gli Abbandonati mi ha portato di colpo a passare da avere 2 albi ad averne 60. Perché quell'albo era come un
passepartout per scoprire che anche mio zio aveva una collezione di Dyd. Con qualche buco,
ma erano i primi 50 albi, e pure in una versione cartonata. E boh, a volte quelle cose stupende accadono per caso. Ed è così che si passa un anno di infinite
(e stupende) letture...
Dylan Dog, quindi, come a tutte le persone,
ha fatto breccia anche in me. Perché
Sclavi ci metteva molto dentro. E forse non solo le sue paure: può essere anche visto come una denuncia aperta ad un mondo che si odia. Ma non del tutto: perché nella vita c'è sempre qualcosa che ci salva.
E se per alcuni può essere la lettura, per Sclavi sembra essere la scrittura. Per questo siamo contenti che sta per tornare.
He's Back! urlerei io.
Quindi io ringrazio Sclavi, prima di tutto. Ma anche tutti quelli che hanno toccato il personaggio. Nel bene o nel male, se l'hanno portato fino ad ora un merito bisogna darlo a tutti.
E ora passiamo all'albo di questo mese, tanto aspettato.
Mater Dolorosa, recita il titolo.
Una storia forte, recita la copertina.